I falsi miti sul raffreddore

"Il raffreddore è un malanno da poco", "è sempre meglio prendere l’antibiotico", "il freddo è la causa del raffreddore"… intorno al raffreddore circolano molte credenze, alcune delle quali ben poco veritiere. È il caso di fare chiarezza, specialmente nei genitori, affinché non sottostimino eventuali rischi o, viceversa, non si allarmino per poco.

Innanzitutto è bene dire che se nella maggior parte dei casi i raffreddori sono infezioni benigne provocate da virus relativamente innocui, in alcuni casi possono dar luogo a complicazioni, come una diffusione ai bronchi, con relativa febbre e bronchite. Ecco perché è bene controllare il bambino con attenzione e farlo visitare se compare febbre o tosse, specie se profonda e catarrale.

Il freddo, poi, pur contribuendo alla trasmissione della malattia (poiché spinge a stare al chiuso e abbassa le difese immunitarie locali) non è la causa del raffreddore: a provocarlo sono virus della famiglia dei rinovirus, molti dei quali presenti all’interno dell’ambiente scolastico e lavorativo. Dal momento che si tratta di moltissimi virus diversi tra loro, un’infezione non garantisce immunità nei confronti di quelle successive ed è possibile ammalarsi anche molte volte nella stessa stagione. I prodotti per la “cura” del raffreddore servono per lo più a limitarne i sintomi come il naso chiuso e il mal di testa: contengono sostanze come analgesici, antistaminici e/o vasocostrittori che riducono temporaneamente la congestione delle mucose. Contro la congestione nasale si può usare anche uno spray nasale a base di soluzione fisiologica, eventualmente con l’ausilio di un vaporizzatore a cui sono state aggiunte poche gocce di sostanze balsamiche: rimedi particolarmente adatti ai più piccoli perché prive di farmaci.

Infine non è necessario, come sostiene invece la “saggezza popolare”, nutrire più del solito il bambino raffreddato: anzi, è possibile che con il nasino chiuso, che impedisce di sentire i sapori, il piccolo sia meno affamato del solito. Ciò non interferisce col processo di guarigione e forzarlo a mangiare potrebbe invece indurre nausea e vomito.

Sono dunque molte le credenze popolari che meritano di essere riviste e corrette. Tra queste, anche i rimedi della nonna presentano spesso qualche limite.