Nerone e Fofò

Nel Bosco Grande viveva il corvo Nerone. Era proprio bello, aveva tante penne nerissime e lucide ma era anche il corvo più vanitoso che si fosse mai visto. Un giorno, trovò un pezzo di formaggio: era caduto dalla borsa della spesa della coniglietta Carotina, la figlia del sindaco del villaggio. Ma lui si guardò bene dal restituirglielo: lo afferrò con il becco e cercò un posto in cui mangiarselo in pace. Se lo portò sul suo ramo preferito, quello dal quale amava affacciarsi per farsi fare i complimenti dagli abitanti del Bosco. Proprio mentre si era appollaiato, passò di lì la volpe Fofò, una gran furbacchiona. “Uhm – pensò Fofò – guarda guarda, che bel pezzo di formaggio. Scommetto che è caduto dalla borsa della spesa di Carotina. Come posso fare per restituirglielo? Il corvo Nerone è troppo in alto per me e io non sono capace di volare, devo giocare d’astuzia”. La volpe Fofò si schiarì la voce e si mise ai piedi dell’albero. “Uh, Nerone, è proprio un piacere incontrarti! - esclamò – Stamattina sei particolarmente bello: ma come fai ad avere le penne così lucide? Se il tuo canto è bello come te, guarda, io sono pronta a dire che sei la creatura più bella del Bosco Grande.” Quel vanitoso di Nerone non riuscì a resistere: tutto impettito, si mise in posa e aprì il becco per intonare il suo “cra-cra”. Ma appena aprì il becco, il pezzo di formaggio cadde proprio ai piedi di Fofò! La volpe lo afferrò al volo. “Amico mio, non ti sei comportato bene con Carotina: la tua vanità ti ha punito!” disse e corse a restituire il formaggio a Carotina che stava già disperandosi per il suo sufflè alle erbe senza formaggio. Da quel giorno, Nerone ci pensò su e divenne molto meno vanitoso. E tutti gli abitanti del Bosco Grande gli furono più amici.