L’acqua? I bambini ce l’hanno nel sangue.

Che sia in estate o in inverno, per molte neomamme la prospettiva del bagno porta con sé anche un pizzico di inquietudine: può essere pericoloso per la piccola creatura? Come fare per non correre rischi?
Per aiutare i neogenitori a prepararsi alla prima esperienza in acqua con il proprio neonato, che ha acquisito una certa predisposizione a galleggiare fin nel pancione della mamma, è possibile seguire alcune norme di prudenza suggerite dagli esperti.

Cosa ne pensano gli esperti?

L’Accademia Americana di Pediatria, che rappresenta la massima istituzione scientifica in tema di salute dei bambini, ha modificato pochi anni fa le proprie raccomandazioni sull’argomento: mentre in passato i corsi di acquaticità e di nuoto erano del tutto sconsigliati ai minori di 4 anni, perché si riteneva che non valesse la pena di correre il pur modesto rischio di annegamento, le nuove raccomandazioni pubblicate nel 2010 hanno decisamente attenuato le restrizioni. Come per i bambini più grandi e per gli adulti, infatti, è importante tenere conto anche dei significativi benefici per la salute e per una crescita sana. Passare del tempo in acqua in compagnia di uno o di entrambi i genitori permette al piccolo di muoversi e cominciare a esplorare il mondo che lo circonda.
All’inizio, la supervisione di un professionista formato - assicurata nei corsi di acquaticità offerti nelle piscine pubbliche e private di molte città – può aiutare non solo a sentirsi più sicuri, ma anche a favorire lo sviluppo della cosiddetta psicomotricità, cioè la capacità di controllare i movimenti in modo coordinato, con benefici per la crescita armonica di muscolatura, ossa e articolazioni e per la capacità polmonare.

Per il bene di tutta la famiglia.

L’esperienza rafforza la relazione tra genitore e bambino, che in questo modo accresce la sua autostima e la fiducia in se stesso, mentre anche il genitore vede progressivamente ridursi l’ansia, via via che si stringe un legame anche fisico molto intenso. In genere, i corsi prevedono un’età minima di tre-sei mesi (di certo l’ombelico deve essersi cicatrizzato completamente), e vengono organizzati in piscine ben riscaldate, anche durante le stagioni fredde, e disinfettate senza cloro. Per evitare le malattie da raffreddamento (che sono comunque provocate da virus più che dall’esposizione a basse temperature) dopo il bagno bisogna asciugare bene il piccolo, pulendo le narici da eventuali secrezioni, e aspettare qualche minuto dopo averlo rivestito prima di uscire, così da minimizzare il rischio di un brusco calo di temperatura corporea che indebolisce le difese immunitarie locali e facilita la strada agli agenti infettivi.

CHITA/CHOTRI/0014/15
Footer prodotti