Come fermare sul nascere le cattive abitudini.

Sono nati da poche settimane, eppure riescono ad avere già “cattive abitudini” che rischiano di diventare un problema per la tranquillità loro e dei genitori. Per questo è importante fare attenzione fin dall’inizio: che si tratti di farsi cullare per addormentarsi o di aver bisogno del silenzio assoluto (molto difficile da ottenere di giorno in una casa dove anche gli altri membri della famiglia hanno diritto di svolgere le proprie consuete attività), bisogna intervenire precocemente. Vediamo quindi come contrastare alcune delle più comuni cattive abitudini dei neonati.

Addormentarsi in braccio:

se cullate il vostro bambino fino a quando non si addormenta, dovrete fare la stessa cosa ogni volta che si sveglierà, anche nel bel mezzo della notte, poiché non imparerà a riaddormentarsi da solo. L’American Academy of Pediatrics consiglia, fin dal primo mese di vita, di mettere il bambino nella culla quando ha lo stomaco pieno ed è l’ora del riposo. Se ha l’abitudine di addormentarsi mentre ciuccia, al seno o al biberon, è bene svegliarlo prima di rimetterlo a dormire, per non innescare un circolo vizioso di collegamento tra poppata e sonno. Crescendo i bambini tendono a essere meno accondiscendenti e a manifestarlo col pianto: in questo caso è consigliabile entrare nella stanza ogni cinque minuti circa per rassicurare il piccolo, calmarlo con le parole e una carezza, senza però prenderlo in braccio o cullarlo di nuovo. Di solito bastano alcuni giorni per risolvere definitivamente il problema del sonno.

Il ritmo delle poppate:

se praticate l’allattamento a richiesta, evitate di utilizzare il cibo (quindi la poppata) come calmante o come coccola. Questo porta i bambini, quando sono più grandi e svezzati, a gratificarsi col cibo e a usarlo come elemento di rassicurazione, favorendo cattive abitudini alimentari e obesità infantile. Prima dello svezzamento, provate a distrarre il piccolo con una canzone, a cullarlo, a dargli il ciuccio e a cambiargli il pannolino. Solo se continuerà a lamentarsi, potete proporgli la poppata, perché è probabile che abbia davvero fame. Dopo i sei mesi, e quindi dopo lo svezzamento, potete provare a dargli un piccolo biscotto, un pezzetto di frutta o un po’ di succo in una tazza. Se si precipiterà a consumarlo, allora vuol dire che ha fame e potete dargli da mangiare. Se invece è disturbato da qualcos’altro, è probabile che non dia troppo retta alla proposta di cibo.

La casa troppo silenziosa:

i neonati arrivano al mondo dopo nove mesi immersi nei suoni. Non sono mai nel silenzio, nemmeno di notte, perché sentono il battito del cuore e il rumore della respirazione della mamma, per non parlare del suono della sua voce. Sono in grado di dormire pressoché ovunque, perché il loro cervello “stacca la spina” quando sono stanchi. Fin dal ritorno a casa, quindi, fate la vostra vita normale: camminate per casa, tenete la TV accesa a un volume non eccessivo, cucinate e permettete agli altri bambini di casa di giocare, senza eccessi.

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